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IMPORTANTI
SUGGERIMENTI
Senso comune. La parola lo
dice tutto......comune. Questo significa che ognuno lo ha.
Non e’ sorprendente vedere quanto spesso le nostre decisioni stiano
semplicemente tradendo il senso comune?
Chitarra, studio e fede sono state
le costanti della mia vita, grazie alle quali ho potuto fare, di tanto
in tanto, un bilancio che mi ha permesso osservare lo stato della mia crescita
personale. Quella della chitarra classica e’ una disciplina, (disciplina:
1- l’abilita’ di controllare sia la vostra condotta che la vostra
maniera di lavorare. 2- un metodo per abituare la nostra mente
a controllare il nostro comportamento) la chitarra e’ la vita in miniatura.
Nel costante anelo di raggiungere la perfezione musicale noi involucriamo
tutto il nostro essere. Quanto piu’ permettiamo a noi stessi di fare
musica per i motivi sbagliati, tanto piu’danneggiamo il sentiero per coloro
che vogliono far musica per i motivi giusti e molto probabilmente il nostro
lavoro non lascera’ un tracciato da seguire per le generazioni future.
In un recente E-mail un caro amico con piu’ di trenta anni di esperienza
come chitarrista mi ha descritto le sue impressioni su di un concerto cui
assistette in Texas. Parte del suo mail dice: “Sto vedendo quello
che tu stai vedendo in questo mondo della chitarra. Il bisogno da
parte del pubblico di ascoltare musica riconoscibile. Io penso seguire
questa strada.....ho apprezzato i tuoi aggiornamenti a questo proposito!
La musica del concerto era al di sopra delle nostre capacita’ di comprensione......pezzi
troppo tecnici......un po’ troppo esibizionismo.”
Nel nostro mondo, e specificamente
nel mondo occidentale, il successo e’ divenuto qualcosa da misurare
o che per lo meno sia misurabile. Quello che e’ peggio e’ che siamo
spinti a credere che il successo in vita puo’ essere predetto sulla base
di tali imperfetti strumenti come gli IQ o SAT tests. La vera ragione
che ha creato questi mostri e’, in primo luogo, che gli esseri umani in
generale portiamo in noi un meccanismo che ci spinge a classificare tutto
e tutti. La musica e le arti in generale sono sempre state il luogo,
il rifugio per le anime libere e la creativita’, ed un luogo dove le persone
provano attrazione per cose meno materialistiche. Il talento musicale
e la creativita’ non sono riconoscibili attraverso questi tests incompleti
perche’ talento e creativita’ appartengono all’anima, la piu’ alta e nobile
parte degli esseri umani. Questa parte eterna e’ continuamente soppressa
ed annullata.
Industria della musica –
Music
industry: per gli ultimi trenta anni avrete sentito queste parole
associate quasi come un’unita’ inseparabile. Io mi domando e vi domando
secondo quale assurda formula le due parole possono essere associate, essendo
la musica l’arrangiamento di suoni fatti da strumenti o voci in una maniera
piacevole o eccitante, mentre l’industria e’ la produzione di beni prodotti
specialmente in fabbriche. Una cosa e’ certa, i chitarristi sono
stati spinti ad “industrializzare” sempre piu’ e piu’ il loro modo di suonare
e le pressioni create da questa impropria mescolanza li ha spinti a creare
un’enorme quantita’ di esecuzioni di scadente qualita’, appartenenti piu’
all’industria del circo che a quella del mondo musicale. Come conseguenza
abbiamo schiere di chitarristi classificati sulla base dei guadagni
che generano per l’industria. I compositori, d’altra parte, o piu’
accuratamente sull’altro lato della linea di montaggio, hanno cominciato
a produrre un’enorme quantita’ di suoni sgradevoli che ci sono imposti
dovunque in sale di concerto, stazioni radio e televisive.
Dopo il debutto di Segovia nel 1910
un critico locale scrisse quanto segue: “Essi risero quando Andres
Segovia si sedette e si accinse a suonare la chitarra. L’audacia
dell’uomo, portando uno strumento per il flamenco nei secri ambienti delle
sale di concerto. Questo stupido giovane sta facendo inutili tentativi
per cambiare la chitarra – con la sua misteriosa, Dionisiaca natura – in
uno strumento degno di Apollo. La chitarra risponde alla appassionata
esaltazione del folklore andaluso e non alla precisione, ordine e struttura
della musica classica”.
Il critico fu profetico ed ignorantemente
inesatto. Segovia era evidentemente non parte di un’industria, specialmente
nel 1910, e non cambio’ la chitarra, in effetti egli era iperconservatore
(quando ci si riferisce a “cambio” i nomi di Narciso Yepes o Carlevaro
sonoquelli che risaltano....). Il talento di Segovia in effetti creo’
una gran quantita’ di misteriosi suoni che i chitarristi popolari andalusi
( come anche la maggioranza dei suonatori di oggi) non potevano nemmeno
lontanamente immaginare e inquanto alla precisione ed all’ordine Segovia
comprese che la magia della musica non dipendeva dalla precisione bensi’
dalla capacita’ artistica e che mentre quello che il piano ed il violino
non potevano produrre, la chitarra riusciva a farlo.......un’ampia tavolozza
di colori “la giusta quantita’ di note” e, suprattutto, uno strumento al
quale ognuno poteva relazionarsi. Il critico fu profetico in quanto
descriveva suonatori contemporanei con l’eccezione di pochi. Il concertista
in Texas, al quale mi sono riferito prima, entra in questa profezia.
“I chitarristi tendono ad “arrangiarsi”
sia per natura che per necessita’. Il loro strumento nella forma
classica e’ comparativamente discreto anche quando suonato a piena forza
e la disposizione delle sue corde e l’accordatura generano stacchi di note
da accordi e di contrappunti piu’ difficili da ottenere di quanto si ottenga
con le piu’ "democraticamente costruite" tastiere degli strumeti
temperati. Musicisti di jazz e rock hanno sfuggito le limitazioni
dello strumento amplificandolo ed inventando accorgimenti elettronici per
sostenere, distorcere e colorirne il suono in ogni possibile ed immaginabile
maniera. I chitarristi classici sono stati piu’ conservatori:
alcuni usano discreti sistemi di amplificazione, ed alcuni altri hanno
aggiunto corde, generalmente nei bassi”.
Ora, non vi sembra che la parola
“arrangiarsi ” sia perfettamente scelta ?
Continua...
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