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IMPORTANTI SUGGERIMENTI

Senso comune.  La parola lo dice tutto......comune.  Questo significa che ognuno lo ha.  Non e’ sorprendente vedere quanto spesso le nostre decisioni  stiano semplicemente tradendo il senso comune?

Chitarra, studio e fede sono state le costanti della mia vita, grazie alle quali ho potuto fare, di tanto in tanto, un bilancio che mi ha permesso osservare lo stato della mia crescita personale.  Quella della chitarra classica e’ una disciplina, (disciplina:  1-  l’abilita’ di controllare sia la vostra condotta che la vostra maniera di lavorare.  2-  un metodo per abituare la nostra mente a controllare il nostro comportamento) la chitarra e’ la vita in miniatura.  Nel costante anelo di raggiungere la perfezione musicale noi involucriamo tutto il nostro essere.  Quanto piu’ permettiamo a noi stessi di fare musica per i motivi sbagliati, tanto piu’danneggiamo il sentiero per coloro che vogliono far musica per i motivi giusti e molto probabilmente il nostro lavoro non lascera’ un tracciato da seguire per le generazioni future.  In un recente E-mail un caro amico con piu’ di trenta anni di esperienza come chitarrista mi ha descritto le sue impressioni su di un concerto cui assistette in Texas. Parte del suo mail dice:  “Sto vedendo quello che tu stai vedendo in questo mondo della chitarra.  Il bisogno da parte del pubblico di ascoltare musica riconoscibile. Io penso seguire questa strada.....ho apprezzato i tuoi aggiornamenti a questo proposito!  La musica del concerto era al di sopra delle nostre capacita’ di comprensione......pezzi troppo tecnici......un po’ troppo esibizionismo.”

Nel nostro mondo, e specificamente nel mondo occidentale, il successo e’ divenuto  qualcosa da misurare o che per lo meno sia misurabile.  Quello che e’ peggio e’ che siamo spinti a credere che il successo in vita puo’ essere predetto sulla base di tali imperfetti strumenti come gli IQ o SAT tests.  La vera ragione che ha creato questi mostri e’, in primo luogo, che gli esseri umani in generale portiamo in noi un meccanismo che ci spinge a classificare tutto e tutti.  La musica e le arti in generale sono sempre state il luogo, il rifugio per le anime libere e la creativita’, ed un luogo dove le persone provano attrazione per cose meno materialistiche.  Il talento musicale e la creativita’ non sono riconoscibili attraverso questi tests incompleti perche’ talento e creativita’ appartengono all’anima, la piu’ alta e nobile parte degli esseri umani.  Questa parte eterna e’ continuamente soppressa ed annullata.
Narciso Yepes, 1927-1997
Industria della musica – Music industry:  per gli ultimi trenta anni avrete sentito queste parole associate quasi come un’unita’ inseparabile.  Io mi domando e vi domando secondo quale assurda formula le due parole possono essere associate, essendo la musica l’arrangiamento di suoni fatti da strumenti o voci in una maniera piacevole o eccitante, mentre l’industria e’ la produzione di beni prodotti specialmente in fabbriche.  Una cosa e’ certa, i chitarristi sono stati spinti ad “industrializzare” sempre piu’ e piu’ il loro modo di suonare e le pressioni create da questa impropria mescolanza li ha spinti a creare un’enorme quantita’ di esecuzioni di scadente qualita’, appartenenti piu’ all’industria del circo che a quella del mondo musicale.  Come conseguenza abbiamo schiere di chitarristi classificati sulla base dei  guadagni che generano per l’industria.  I compositori, d’altra parte, o piu’ accuratamente sull’altro lato della linea di montaggio, hanno cominciato a produrre un’enorme quantita’ di suoni sgradevoli che ci sono imposti dovunque in sale di concerto, stazioni radio e televisive.

Dopo il debutto di Segovia nel 1910 un critico locale scrisse quanto segue:  “Essi risero quando Andres Segovia si sedette e si accinse a suonare la chitarra.  L’audacia dell’uomo, portando uno strumento per il flamenco nei secri ambienti delle sale di concerto. Questo stupido giovane sta facendo inutili tentativi per cambiare la chitarra – con la sua misteriosa, Dionisiaca natura – in uno strumento degno di Apollo.  La chitarra risponde alla appassionata esaltazione del folklore andaluso e non alla precisione, ordine e struttura della musica classica”.   

Il critico fu profetico ed ignorantemente inesatto.  Segovia era evidentemente non parte di un’industria, specialmente nel 1910, e non cambio’ la chitarra, in effetti egli era iperconservatore (quando ci si riferisce a “cambio” i nomi di Narciso Yepes o Carlevaro sonoquelli che risaltano....).  Il talento di Segovia in effetti creo’ una gran quantita’ di misteriosi suoni che i chitarristi popolari andalusi ( come anche la maggioranza dei suonatori di oggi) non potevano nemmeno lontanamente immaginare e inquanto alla precisione ed all’ordine Segovia comprese che la magia della musica non dipendeva dalla precisione bensi’  dalla capacita’ artistica e che mentre quello che il piano ed il violino non potevano produrre, la chitarra riusciva a farlo.......un’ampia tavolozza di colori “la giusta quantita’ di note” e, suprattutto, uno strumento al quale ognuno poteva relazionarsi.  Il critico fu profetico in quanto descriveva suonatori contemporanei con l’eccezione di pochi.  Il concertista in Texas, al quale mi sono riferito prima, entra in questa profezia.

“I chitarristi tendono ad  “arrangiarsi” sia per natura che per necessita’.  Il loro strumento nella forma classica e’ comparativamente discreto anche quando suonato a piena forza e la disposizione delle sue corde e l’accordatura generano stacchi di note da accordi e di contrappunti piu’ difficili da ottenere di quanto si ottenga con le  piu’ "democraticamente costruite" tastiere degli strumeti temperati.  Musicisti di jazz e rock hanno sfuggito le limitazioni dello strumento amplificandolo ed inventando accorgimenti elettronici per sostenere, distorcere e colorirne il suono in ogni possibile ed immaginabile maniera.  I chitarristi classici sono stati piu’ conservatori:  alcuni usano discreti sistemi di amplificazione, ed alcuni altri hanno aggiunto corde, generalmente nei bassi”.
Ora, non vi sembra che la parola “arrangiarsi ” sia perfettamente scelta ? 
Continua...

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